martedì 21 agosto 2007

CENACOLO

Diritto alla felicità
“Sono evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali ; che sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità”
Costituzione degli Stati Uniti d’America

L’occidente e la felicità
“ Ma è possibile essere felici ? Il tormento dell’occidente ( ricco ) “
“ Quello che le società occidentali non hanno ancora realizzato è che il raggiungimento della felicità avviene in due stadi.La prima fase, quella del benessere diffuso,è un obiettivo ormai raggiunto.Ma più in là non riusciamo ad andare “ Enrico Cheli prof universitario
“ Emily, domestica filippina, spedirà oggi 700 Euro e due paia di Nike alle figlie, in patria.
Emily è felice . Non c’è pericolo di sbagliare , felicità autentica … ”
“Di base, quella filippina è una cultura di condivisione , di connessione fra individui che così sono meno soli. I filippini ( le domestiche filippine ) riproducono in occidente i loro legami familiari, di villaggio, di dialetto..”
Felipe de Leon Professore di filippinologia ( ??) all’università di Manila
Articolo di Daniele Taino sul Corriere della Sera di lunedì 5 luglio 2004

Gli attentati alla felicità
“ A quanto pare, non vi è un fattore più efficace di una persona convivente , per disseccare la realtà in cui ognuno di noi dimora, con un’occhiata , un gesto, un’osservazione sbagliata ..”
Erwin Goffman

La felicità e l’alterità
“ Non ho mai avuto dubbi che la famiglia sia il luogo eminente della violenza: o perché si dà sfogo in modo incontrollato alle emozioni , ai sentimenti , alle passioni che la nostra società ci costringe a reprimere fuori casa o perchè si prosegue in casa quello stile educato e formale che si è appreso fuori , intervallato da gelidi silenzi o da taglienti parole educate. Violenza calda, violenza fredda , ma che cosa si viola veramente ? Si viola l’alterità .
Quella cosa opprimente e intrusiva che nelle famiglie si è solito chiamare amore, il più delle volte è possesso dell’altro .
Quasi mai il dialogo è promosso dalla curiosità di capire come è fatto, cosa pensa e come sente a differenza di noi. Perché l’altro non esiste più come alterità. La quale, nella famiglia, è abolita..”
Umberto Galimberti
E’ eccessiva , ma il filosofo ama essere provocatorio, nell’affermare quella che comunque è una verità . Che non andrebbe mai dichiarata come valida con tanta sicurezza . Dimentica quanto variamo…variamo…nel tempo.NdR


Filosofia della felicità
Definizioni della felicità ?..: L’equilibrio tra il raggiungimento delle cose che si desiderano e il continuare a desiderarne altre . Mi sembra una conclusione sulla impossibilità della felicità…NdR
La filosofia ha intuito una strada per la felicità? …Può indicare cosa non fare per essere felici : non cercarla ad ogni costo.Adorno diceva che il sentimento migliore per la felicità è la gratitudine ..: Ci rendiamo conto di essere stati felici , mai di esserlo. Questa invece mi sembra avvicinarsi alla realtà .NdR
Una delle conquiste dell’età, è stato un sentimento commosso di gratitudine per avere comunque vissuto, in un posto spesso meraviglioso, senza avere dovuto affrontare tragedie, malattie , povertà, disperazione, paragonabili a quelle che i media ci mostrano in Africa , Medio Oriente, ma anche in giro per il mondo. Anche solo cento anni fa, l’uomo medio non era in grado di valutare questo . E mi basta un’alba d’estate per ricordarmelo. E questo senza mentire a me stesso , quando so di fare parte anche di quell’umanità maschile che può andare a letto di cattivo umore perché la donna che corteggia non se lo rifila.Per citare un cattivo umore stupidamente irrazionale. Ma quanti altri, cattivi umori , andrebbero citati per vergognarcene… NdR

Rido del detto che i soldi non fanno la felicità: “ figuriamoci la miseria…ha detto Woody Allen.
Grandissimo Woody . Però mi sento affrancato dall’invidia verso il mondo che mi viene mostrato dalla TV , quello dei Brigliadore , per intenderci . Naturalmente non del tutto. Ma è che sono certo – una delle poche cose di cui lo sono…- che mi godrei quel potere nato dai soldi ben nascosto dietro le quinte di una bella vita anonima ..NdR

La salute stà così al di sopra , che è più felice un mendico sano che un re ammalato . Arthur ShopenauerBeh…è vero che stà al di sopra di tutto, ma la felicità del mendico…via …Non era sincero nemmeno Diogene il cinico , quando si privava di tutto per dimostrare questa affermazione . La povertà , e la tristezza che ne deriva, hanno molte possibilità di danneggiare la salute …NdR


Felicità non è avere quello che si desidera , ma desiderare quello che si ha. Oscar Wilde
Mah…Insieme a tutte le considerazioni finora riportate, questa è quella che manca di più della riflessione sulle differenze ambientali, su quelle soggettive e sulle differenze soggettive nel tempo …. Ndr

Felicità e struttura sociale

Zygmut Bauman , sociologo polacco – nazione che oggi guardo con allarme per il fatto di avere portato al potere col voto popolare due figure inquietanti come i gemelli …di cui non ricordo il nome , ma ho ben fissata nella mente l’immagine e la biografia ..- ha scritto che la caratteristica sociale di fondo della società contemporanea , nella parte di mondo di cui facciamo parte “ sviluppata e che mangia ogni giorno” “, è la “ liquidità”, in contrapposizione alla “ solidità” della stessa società fino alla metà del 20° secolo …

Liquidità come “ mutevolezza” , di valori e di regole di vita, anche – di conseguenza – come “ incertezza”., caratteristiche che certamente non vanno d’accordo con la felicità .
Solidità come “ stabilità” di valori , di regole certe di vita, e quindi “ certezze”.
Ma questo è vero se torniamo a credere nella felicità come condizione stabile da conquistare . E non ci crede più nessuno come nessuno crede in un’eternità di vita in Paradiso ( o all’Inferno ..) .
Se poi vogliamo individuare come maggiore possibilità di felicità la “ solidità” e le “ certezze”- senza disturbare e fare rigirare nella tomba Socrate e la sua assoluta “ certezza del dubbio” - possiamo scordare che il secolo della solidità e delle certezze ha partorito – sorvolando sulle guerre costanti - l’Inquisizione, il nazismo e il comunismo ?
La solidità e le certezze riportate dai Vangeli e attribuite a Gesù di Nazareth non è mai stato provato che le abbia espresse , anzi nel tempo è stata provata la manomissione e stravolgimento della sue parole, oltre all’errore di traduzione lasciato poi nei secoli per non dovere discutere sulle manomissioni.
Esemplare è lo scritto del Vangelo di Giovanni, sul cammello che “sarebbe più facile che passasse attraverso la cruna di un ago…..” . Kamelos nell’ebraico dei Vangeli era il cammello, ma kemelos era la gomena , una grossa corda . E’ più razionale che Gesù abbia detto che “ ..è più facile che una gomena passi per la cruna di un ago..” , e non “ che un cammello..”.

Felicità e vecchiaia
Possono incontrarsi , saltuariamente – come del resto felicità e gioventù, anche se con diverse e minori frequenze – ma la vecchiaia è confrontabile con una malattia. E come questa , và curata, senza drammi né struggimenti di ricordi.
Le medicine ci sono, se la salute non le contrasta :
Leggere versi, ascoltare musica ; e se possibile scriverli, i versi, e suonarla – o almeno cantarla - la musica. .
Vivere per quanto possibile in abiti predisposti a correre – al ritmo e per le distanze che individualmente si sentono possibili - . Il jogging va bene anche trotterellando. Purchè sia fatto al mattino – quando le piante restituiscono i fluidi assorbiti nella notte; oppure , se lungo una marina, quando il mare spande di jodio l’aria - lontano dal traffico.
Seguire lo sguardo dei grandi poeti , filosofi , antichi ma anche contemporanei , e oggi anche dei neurobiologi, antropologi , astrofisici .Che hanno gettato lo sguardo oltre il limite dell’esistenza umana , che ci è stata donata si, ma senza le “ istruzioni per l’uso” “ “Scorticarsi il viso davanti al cancello della mente “ . Ha scritto una giovane - ma provvista di antico “dono” - poetessa la cui voce risuona dal Salento …
Non indossare mai , come i nostri padri, la “ giacca da camera” . Voleva dire di conseguenza creare la poltrona e l’angolo di casa dove ci si ritirava progressivamente e per tempi sempre più lunghi, ad aspettare…
Restare interessati – non tanto o non solo al sesso di per sé stesso – ma al piacere. Non smettendo di ricercare ognuno il suo spazio di possibilità . Insieme all’attività fisica . E’ ultra dimostrata l’incidenza positiva del piacere sul sistema immunitario. I personaggi anziani di Gabriel G.Marquez, e in genere dei sudamericani , conservano tutti un’attività sessuale , fino alla morte . E oggi il Viagra ha preso il posto delle ricette di allungamento della vita di una volta, più o meno illusorie .

Il Viagra , a detta dei medici , è oggi diffuso tra i trentenni e quarantenni quanto tra gli anziani . Con la differenza non trascurabile che mentre quelle età ci curano prevalentemente “ ansie da prestazione” , alle generazioni che ebbero quell’età negli anni 50 e 60 – alle quali non è mai importato gran che della prestazione quanto del piacere , ( anche perché- diciamoci la verità - le donne di rado osavano analizzarci né giudicare , e quindi anche “i velocissimi” passavano per play boys ) – il Viagra serve principalmente per “ gustare più a lungo il pasto divino “ . e sperare di strappare un orgasmo alla compagna di piacere . In mancanza di un “oh “ di ammirazione estetica per la ineluttabile offesa estetica che il tempo arreca. …
Essere preparati – ed intuire - al momento inellutabile di dovere lasciare la tavola
Ogni interpellato che abbia superato i 70 , richiesto di come si augurerebbe di morire , risponde “nel sonno”. Ed è una risposta razionale, perché l’unica cosa che realmente si teme è la sofferenza.
E allora dovrebbe esistere – nel testamento biologico che oggi si afferma come diritto del malato - , anche il testamento biologico del vecchio sano ma con primi e chiari segni di decadimento . Che riconosca , quel testamento, il diritto di chiedere di potersi alzare dalla tavola senza soffrire. Il suicidio , da sani , è un’offesa alla bellezza della vita. Ma andarsene serenamente , è un ultimo segnale di amore e di gratitudine per la vita.
Ci sarebbero anche altri modi , di una bellezza poeticamente esaltante , come sparire in mare . Ma è una speranza riservata ai pochi privilegiati che possono andare per mare indipendenti . Oppure a chi – non avendo la possibilità - avesse il coraggio di imbarcarsi su un cargo commerciale , non certo su una nave / salotto da crociera. Portando con sé le Quattro Stagioni di Vivaldi….
NdR
Amen



















Il punto stabilisce
l'inizio e la fine.
Lo spazio interno è la
generosa offerta
che la vita ti dà, per
capire.
La sofferenza è una
fortuna
L'ignoranza no !
La fine non è mai
innocente,
anche se il tutto,
è niente.
A volte bisogna potare le fronde,
anche se sono bellissime !

Enzo Samaritani

Si scolora l'aria di merlettato silenzio.
Madonna Primavera,
sorride nello stormir dell'autunno,
sussurro di luce traversa.
Lieve lieve
la promessa sul bacio della
rondine solitaria,
persa.
La carezza
del suo inganno,
com'è dolce.
Bellezza d'istante,
la mano come ramo


verso l'immenso fiorisce,
profumo denso.
Occhi questi respiri di mare,
braccia questa sabbia di sole.
Non altro vorrei osare.
S’incendia lo sguardo
disegnato dal Creatore.
Non esiste traguardo
nell’incedere d’Amore,
ma solo viaggio.
Conduce il Cuore.


Queen Ishtar


Il vento e la nuvola
S’invaghì un giorno il vento di una nuvola,
chè in lei forma di donna intravedeva.
D’improvviso sentì arsa la gola,
e come amante di passione ardeva.
Frenando l’impeto che natura dettava
Cercò allora di avvicinarsi, piano.
Lei pure emozionata lo guardava,
e nonostante ciò, fuggì lontano.
“ Perché..?” le gridò il vento con dolore.
Lei disse: “ E’ nelle leggi della vita…
Che il tuo stesso anelito d’amore
Faccia la mia giornata già finita….
Diego Franchi

Breviario Mediterraneo
A una regina
Fu tenace passione e puntigliosa
Con cui il catalano orologiaio
catalogò con l’intuito dell’amore
ed in mancanza di ogni dato certo
la biblioteca distrutta di Alessandria.

E’ stata puntigliosa la passione
con cui un uomo di grandi pianure
al primo sguardo sul Mediterraneo.
Inventò una filologia del mare ,
sull’onda di emozioni senza fine

Seppe così come al di là del tempo
Sempre offrirono asilo le sue rive
Quando per lotta del mare contro i venti
barche ed anime riunite dal destino
perdute avevano ancora e speranza.

E Venere sue tracce a questo mare
Fissò riproducibili oltre il tempo
nella bellezza bruna delle donne .
Dalla nascosta dolcezza degli sguardi
Alla sinuosa voluttà dei corpi

Da quale insondabile passato,
nei cui panni il futuro si nasconde
Dal vostro canto annunciata siete apparsa,
di quel mare e di questa bellezza
metafora vivente, Maestà...?
Diego Franchi


Nà’ cumpagna e’ scola

Tu stiv’ e’ casa o’ “ Vico d’a’Nfrascata”
Ma te venev’ a’ ‘ncuntrà vicin’ a’ scola,
nn’anz’ a’ chiesa dell’Immacolata.

Stù nomme te faceva stà ammusata -
me riciste facenn’ o’ pizz’a’ riso -
pecchè accussì t’avevano chiammata.

Immacolata…t’arricuord’, na’ sera là per là ..?
Quann’ t’addumannaie cu nà carezza ..
Ma cù stù nomm’, ammor’ tu o’ può fà..?
Diego Franchi

Graziella e’ for’ a’ marina

S’a’ fà ’for’’ a’ marina
Tutt’e’ ser’
Song’ cinq’ann’
Ma so’ già na’ vita
E sent’o’ tiempo ca’ corre, nun cammina

O’ tiempo fa rummor’
quann’ fuje
Sul’ essa ho ssent’
Ma nun o’ fa capì.
S’adda rirer’ , p’ venner’ l’ammor’.

S’ ferma nu cucchier’ ,
“ C’ ore so..?”
“ Song’ e’ cinq’, nennè…”
E s’avvia a’ casa,
Add’ o’ tiempo s’azzitta ind’ o ‘ bicchier’

S’a’ fa for’ a’ marina, tutt’e’ sere….

Diego Franchi



Donna nera

Mi parlano i tuoi silenzi
dopo l’amore,
Di antiche magie

Mi parlano i tuoi sguardi
dopo l’amore,
di antiche poesie

Forse ascoltate bambina
Tenuta per mano,
per antiche africane vie

Mi sfiorano le tue lunghe dita
Regina di Saba
E calde, le sento, tra le mie.

Diego Franchi






















O’ sarracin’
A’ copp’ a’ torre e’ guardia, nà matina
“ Fujte gente, saglit’ pà muntagna…
Li turc’ so sbarcat’ alla marina…”
Se sentett’ alluccà primm’ ra’ veglia.

Viecchie, guagliun’, femm’n’ , figliole
Fujevan’ luntan’ da la cost ’
Sapenn’ e’ sarracin’ tagliagole
E vuglius’ d’e’ femmen’ cchiù ‘nsist’

Sul’ nu’ viecchio r’stava ass’ttat’
Rind’a’ buttega soia ‘npont’ a’ nù vic’ .
E’ mestier’ sapev’ fà e’ liut’
Cà è tutt’ e’ cord’ ’ sò e’ parient’ antic’..

Mastu Peppe o’ liutaio , s’ chiammava,
viveva sul’ cù na’ niputina
senza mamma né pat’ s’a’ cresceva.
C’a’ mare nun turnain’ nà matina.

Tenev’ vint’ann’, e ll’uocchie nir’
E à vocc’ era comm’ na’ cerasa.
Sunav’ e’ cord’ e cantava l’ammor,’
Stà figliola era a luce e’ chella casa.

“ Mastu Pe’, ch’ facit’, nun scappat’..?”
Lle ricette a’ gente ca’ passava
“Nun sentit’ ch’e’ turc’ sò arrivat’
A’ tempest’ e’ stanott’ nun bastava…!”

Mastu Pepp – muntann’ nù viulin -
Nun aizai manc’ ll’’uocchie da’ fatica
“ Nun so turc’ , guagliù, so sarracin..
figli d’Abramo , e quindi razza antica…”

“Antica comm’a’ nost’, e cuntignosa.
Sul’ ca’ song’ figli irregolari.
Abramo a’ mamma non la fece sposa
Pirciò nun ha truvamm’ sugli altari…”

“ Mastu Pe’ , p’a’ Maronn, sit’ pazz’
Arriva a’mort’..iàh…venit’ ambress’..!”
“ Guagliù, ch’è viecchie a’ mort s’intrallazza..
E si e’ ver’ e’ fuì , e’ corr’ appriess’…”






“ Purtatev’ a Graziella , ammor’ e’ Dio ..”
Ma a’ guagliona facev’ resistenza .
“ O nò..senza e’ vuie, rest’ pur’io…”
Ma o’ tiemp’ s’ purtaie ogni speranza

P’cchè già e’ sarracin’pe’ trament’
Spuntavan currenn’ …” Piglia a’ chill’..!”
Nù capo e’ llor’ , veloce comm’ vient’
aff’rrai Mastu Pepp’ pe’ capill’..

E già na’ scimitarra se aizava
Quann’ ‘mpenzai accussì nu’ canto doce..
Cà o’ liuto cù e’ cord’ accompagnava
Era comm’ si a’ cielo ascess’ a ‘ luce.

A’ man’ o’ sarracin se calava
Ncuntrann’ duie uocchie nir nir .
Chella canzon’ , iss’, a’ cunusceva
LL’arricurdava nù luntan’ ammor’…

LL’arricurdava certi nott’ e’ luna
Miez’ o ’deserto , ma pur’ riv’ a’ mar.
LL’arricurdava a’ faccia e’ na’ guagliona
Pur’essa cu’ duie uocchie nir nir…

Quann’ o’ cant’ fernett’ , o’ sarracin’
Accarezzai a’ faccia r’a’ guagliona
E Graziella tenenn’ ll’uocchie chin’
Se levai e lle purgett’ nà cullana.

L’omm’ ascett’ restann’ nnanz’a’ porta
Ricenn’ a faccia truce alli cumpagn’
“Cà dint’ ce stà sul’ gente morta..”
E o’ riesto e’ scappata pà muntagna..”

Mentre o’ sole calava ‘ncopp’o’ mar’
Guardann’ mentre a’ costa s’alluntana
O sarracin’ lle scuppiava o’ cor’
Strignenn’ rind’a’ man’ na’ cullana….

Diego Franchi

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